Può il citrato di potassio migliorare la storia naturale della calcolosi urinaria recidivante?

Il trattamento medico nella prevenzione delle recidive nei pazienti con calcolosi renale, è noto da almeno 20 anni.
Studi in vitro, accompagnati da una migliore conoscenza della fisiopatologia della nefrolitiasi, hanno rivalutato il ruolo del citrato di potassio nel trattamento di diversi tipi di calcolosi.
Può infatti essere usato nella prevenzione dei calcoli di acido urico e di cistina in quanto aumenta il pH urinario che promuove la dissoluzione di questi 2 tipi di calcolosi.
Il farmaco è inoltre di scelta nelle calcolosi calciche accompagnate da ipocitraturia (per acidosi tubulari, sindromi diarroiche, calcolosi calcica con ipocitraturia), anche se è stato dimostrato che previene le recidive nei pazienti normocitraturici.
Recentemente abbiamo dimostrato come il citrato di potassio possa migliorare la storia naturale della calcolosi complicante il Rene a Spugna Midollare (RSM), malattia congenita caratterizzata dalla presenza di piccole cisti precaliceali, contenenti calcoli.
La nefrolitiasi causa coliche, si complica con infezioni urinarie, richiede indagini radiologiche ed ecografiche e necessita molto spesso di procedure urologiche (chirurgiche a cielo aperto, endoscopiche o extracorporee) con importanti conseguenze sotto il profilo socio-economico.
La malattia è accompagnata in circa l’ 80% dei casi, da alterazioni metaboliche specifiche (ipercalciuria, iperuricuria, acidosi tubulare renale e in alcuni casi iperparatiroidismo primitivo).
In passato la profilassi medica della calcolosi complicante questa malattia, è stata eseguita solo in presenza di anomalie metaboliche, riducendo il grado di formazione dei calcoli e correggendo i fattori litogeni.
Dal nostro lavoro, che confronta la storia della malattia calcolotica prima e dopo somministrazione di citrato di potassio (4-6 grammi 2-3 volte al giorno) con un follow-up medio prima e dopo trattamento rispettivamente di 6.0 e di 5.5 anni , è emerso chiaramente l’efficacia nel ridurre l’incidenza di formazione dei calcoli, il numero di trattamenti endourologici (ureteroscopie, litolalapassi percutanee), di litotrissie extracoporee ad onde d’urto, di infezioni urinarie e di ricoveri anche nei pazienti senza anomalie metaboliche. (Per una trattazione più approfondita ricercare la Sezione Programmi clinici - Calcolosi urinaria)

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