Si tratta di una metodica di recente
applicazione nel trattamento delle seguenti patologie disfunzionali del basso apparato
urinario:
-ritenzione d'urina
-pollachiuria con urgenza minzionale e/o incontinenza d'urina
-dolore uretrale e pelvico cronico
Si tratta di una terapia di seconda scelta
che viene messa in atto allorche' le metodiche terapeutiche incruente siano fallite e
prima di intraprendere un trattamento chirurgico invasivo.
La metodica prevede un test preliminare, eseguito in anestesia locale, che serve a
discriminare i pazienti che rispondono al trattamento e quindi meritevoli di un impianto
definitivo di pace maker vescicale.
L'impianto è un intervento chirurgico vero e proprio, viene eseguito in anestesia
generale e prevede la riposizione di un elettrodo stimolatore nel terzo forame sacrale e
di un pace maker in una tasca sottocutanea addominale , collegati da un cavo di estensione
fatto passare nel sottocute.
I parametri di stimolazione vengono regolati con sistema telemetrico e lo stesso paziente
viene fornito di un apparecchio che permette di effettuare dei minimi aggiustamenti
nonche' di accendere e spegnere lo stimolatore.
Una volta regolati i parametri di stimolazione, il pace maker viene mantenuto sempre
acceso e la sua sostituzione avviene di solito dopo circa 5 anni una volta avvenuto il
completo esaurimento della batteria.
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