Essi si formano perchè alcuni sali o particelle presenti nelle urine,
precipitano, si aggregano e accrescono fino a formare un calcolo (proprio come la perla
dellostrica che si forma da un granello di sabbia).
Molti fattori possono giocare un ruolo nella formazione dei calcoli: la storia familiare
per calcolosi, le abitudini alimentari, il tipo di lavoro, il clima, le infezioni, le
anomalie delle vie urinarie, così come malattie concomitanti (delle ossa) ed ereditarie
(acidosi tubulare renale, cistinuria e iperossaluria).
Uno dei fattori favorenti più frequenti è linsufficiente introduzione di acqua:
infatti un ridotto apporto di liquidi incrementa la concentrazione e la precipitazione dei
sali nelle urine, aumentando così il rischio di formazione dei calcoli.
I calcoli possono fermarsi nel rene (calici o pelvi) senza alcun
fastidio o, accompagnati da coliche o da altri disturbi più o meno intensi, migrare nel
tratto sottostante, scendere lungo luretere sino in vescica e da qui essere espulsi
attraverso luretra.
Nel 20% dei casi i calcoli non vengono eliminati spontaneamente ed il più appropriato
trattamento per la loro rimozione, viene stabilito quando se ne conoscano le dimensioni,
la forma, la sede, nonchè le caratteristiche anatomiche e funzionali dellapparato
urinario.

La determinazione della composizione chimica del calcolo ed alcuni
esami urinari e del sangue possono aiutare il Medico a trovare la causa della calcolosi e
a prevenirne le recidive.
Lintroduzione in questi ultimi anni di nuove tecnologie per la
rimozione dei calcoli ha ottimizzato i metodi terapeutici, consentendoci di raggiungere i
migliori risultati immediati, riducendo nel contempo il numero dei casi da trattare con la
chirurgia tradizionale "a cielo aperto".
Nelle nostra Divisione vengono applicate tutte le moderne metodiche per
la rimozione dei calcoli: la litotrissia extracorporea ad onde durto (ESWL), la
litotrissia percutanea e la litolapassi endoscopica con litotrissia balistica,
elettroidraulica o ad ultrasuoni.

La litotrissia extracorporea ad onde durto (ESWL) è il
trattamento di scelta per la maggior parte dei calcoli urinari.
Si tratta di un apparecchio che può frantumare dallesterno i calcoli nel rene o
lungo il condotto urinario. Questa macchina genera onde durto che attraversano il
corpo, raggiungono il calcolo, lo rompono in piccole particelle simili a granelli di
sabbia che, di norma, vengono eliminati con le urine nei giorni o nelle settimane
successive.
Questo trattamento può essere condotto senza anestesia, necessita di un breve ricovero
(1-2 giorni), ma può essere eseguito anche ambulatorialmente e ripetuto più volte.
Talvolta è preceduto dalla riposizione di un particolare catetere o "stent"
ureterale per meglio consentire il drenaggio delle urine, migliorare i risultati del
trattamento e favorire la discesa e la fuoriuscita spontanea dei frammenti.

La nefrolitotomia percutanea è indicata per la rimozione di
calcoli voluminosi localizzati nel rene.
In anestesia generale si esegue un piccolo pertugio di circa 2 cm. sulla cute della
regione del fianco attraverso il quale viene introdotto nelle cavità renali (calici,
pelvi) uno speciale strumento tipo telescopio che, sotto visione diretta, permette con
sonde di vario tipo, di rompere il calcolo e di asportarne i frammenti.
Dopo lintervento si lasciano un tubo di drenaggio nei calici o nella pelvi del rene,
fuoriuscente dal fianco, ed un catetere ureterale a dimora per alcuni giorni. In casi
particolari lintervento po' essere successivamente completato con sedute di
litotrissia extracoporea ad onde durto.
Il trattamento endoscopico transuretrale è indicato per molti
calcoli localizzati nelluretere, quando il trattamento ad onde durto può
essere insufficiente o non indicato a frantumare il calcolo.
In tali casi si introduce un piccolo telescopio in vescica e da qui fino al punto
delluretere dove è localizzato il calcolo che, sotto visione diretta può così
essere frammentato direttamente con sonde speciali (ad energia balistica, elettroidraulica
o ultrasonica o a onde Laser) o estratto con piccoli strumenti a forma di
"cappio" o di "cestello".
In alcuni casi dopo lintervento, si ripone allinterno delluretere un
drenaggio (stent ureterale o doppio J).
Questo trattamento viene condotto in anestesia (generale o periferica) e richiede un
ricovero di alcuni giorni.
Dopo la rimozione del calcolo, si consiglia un controllo urologico
ambulatoriale con esami radiologici ed ecografici per contollare lavvenuta bonifica
della calcolosi (è noto infatti come alcuni frammenti possono essere espulsi anche dopo
qualche mese) e per rilevare la presenza di una eventuale infezione urinaria. Se il
Paziente è al primo episodio di calcolosi , è sufficiente invitarlo a seguire
particolari norme igienico-dietetiche, abituandosi a mantenere sempre un importante
apporto di liquidi, specie dopo attività fisiche o nella stagione calda.
Nei casi di calcolosi recidivante, sarà invece consigliato uno studio
metabolico completo, allo scopo di individuare i fattori di rischio della calcolosi,
consentire la correzione medica o chirurgica (come nei casi di iperparatiroidismo
primitivo) indispensabile per ridurre il rischio di recidive.
A giudizio poi del Medico, in questi Pazienti si potranno praticare controlli periodici
con indagini ecografiche o radiologiche ed esami ematochimici e urinari per seguire
levoluzione della malattia.