[ Oncologia urologica | Ipertrofia prostatica | Calcolosi urinaria | Andrologia | Urodinamica | Urostomizzati | Ecografia urologica | L'Anestesia per la Chirurgia urologica ]


Calcolosi urinaria

Dal 1989 è attivo un Centro di Riferimento per lo Studio, la Diagnosi e la Terapia della Calcolosi Urinaria ove si eseguono tutti gli esami emato-chimici e i test urinari necessari per un corretto e completo inquadramento anche dal punto di vista metabolico della malattia calcolotica ed attuate le più moderne metodiche per la rimozione dei calcoli urinari.

Essi si formano perchè alcuni sali o particelle presenti nelle urine, precipitano, si aggregano e accrescono fino a formare un calcolo (proprio come la perla dell’ostrica che si forma da un granello di sabbia).
Molti fattori possono giocare un ruolo nella formazione dei calcoli: la storia familiare per calcolosi, le abitudini alimentari, il tipo di lavoro, il clima, le infezioni, le anomalie delle vie urinarie, così come malattie concomitanti (delle ossa) ed ereditarie (acidosi tubulare renale, cistinuria e iperossaluria).
Uno dei fattori favorenti più frequenti è l’insufficiente introduzione di acqua: infatti un ridotto apporto di liquidi incrementa la concentrazione e la precipitazione dei sali nelle urine, aumentando così il rischio di formazione dei calcoli.

I calcoli possono fermarsi nel rene (calici o pelvi) senza alcun fastidio o, accompagnati da coliche o da altri disturbi più o meno intensi, migrare nel tratto sottostante, scendere lungo l’uretere sino in vescica e da qui essere espulsi attraverso l’uretra.
Nel 20% dei casi i calcoli non vengono eliminati spontaneamente ed il più appropriato trattamento per la loro rimozione, viene stabilito quando se ne conoscano le dimensioni, la forma, la sede, nonchè le caratteristiche anatomiche e funzionali dell’apparato urinario.

10a.gif (19710 byte)

La determinazione della composizione chimica del calcolo ed alcuni esami urinari e del sangue possono aiutare il Medico a trovare la causa della calcolosi e a prevenirne le recidive.

L’introduzione in questi ultimi anni di nuove tecnologie per la rimozione dei calcoli ha ottimizzato i metodi terapeutici, consentendoci di raggiungere i migliori risultati immediati, riducendo nel contempo il numero dei casi da trattare con la chirurgia tradizionale "a cielo aperto".

Nelle nostra Divisione vengono applicate tutte le moderne metodiche per la rimozione dei calcoli: la litotrissia extracorporea ad onde d’urto (ESWL), la litotrissia percutanea e la litolapassi endoscopica con litotrissia balistica, elettroidraulica o ad ultrasuoni.

c.jpg (18232 byte)

La litotrissia extracorporea ad onde d’urto (ESWL) è il trattamento di scelta per la maggior parte dei calcoli urinari.
Si tratta di un apparecchio che può frantumare dall’esterno i calcoli nel rene o lungo il condotto urinario. Questa macchina genera onde d’urto che attraversano il corpo, raggiungono il calcolo, lo rompono in piccole particelle simili a granelli di sabbia che, di norma, vengono eliminati con le urine nei giorni o nelle settimane successive.
Questo trattamento può essere condotto senza anestesia, necessita di un breve ricovero (1-2 giorni), ma può essere eseguito anche ambulatorialmente e ripetuto più volte. Talvolta è preceduto dalla riposizione di un particolare catetere o "stent" ureterale per meglio consentire il drenaggio delle urine, migliorare i risultati del trattamento e favorire la discesa e la fuoriuscita spontanea dei frammenti.

11.gif (18522 byte)

La nefrolitotomia percutanea è indicata per la rimozione di calcoli voluminosi localizzati nel rene.
In anestesia generale si esegue un piccolo pertugio di circa 2 cm. sulla cute della regione del fianco attraverso il quale viene introdotto nelle cavità renali (calici, pelvi) uno speciale strumento tipo telescopio che, sotto visione diretta, permette con sonde di vario tipo, di rompere il calcolo e di asportarne i frammenti.
Dopo l’intervento si lasciano un tubo di drenaggio nei calici o nella pelvi del rene, fuoriuscente dal fianco, ed un catetere ureterale a dimora per alcuni giorni. In casi particolari l’intervento po' essere successivamente completato con sedute di litotrissia extracoporea ad onde d’urto.

Il trattamento endoscopico transuretrale è indicato per molti calcoli localizzati nell’uretere, quando il trattamento ad onde d’urto può essere insufficiente o non indicato a frantumare il calcolo.
In tali casi si introduce un piccolo telescopio in vescica e da qui fino al punto dell’uretere dove è localizzato il calcolo che, sotto visione diretta può così essere frammentato direttamente con sonde speciali (ad energia balistica, elettroidraulica o ultrasonica o a onde Laser) o estratto con piccoli strumenti a forma di "cappio" o di "cestello".
In alcuni casi dopo l’intervento, si ripone all’interno dell’uretere un drenaggio (stent ureterale o doppio J).
Questo trattamento viene condotto in anestesia (generale o periferica) e richiede un ricovero di alcuni giorni.

Dopo la rimozione del calcolo, si consiglia un controllo urologico ambulatoriale con esami radiologici ed ecografici per contollare l’avvenuta bonifica della calcolosi (è noto infatti come alcuni frammenti possono essere espulsi anche dopo qualche mese) e per rilevare la presenza di una eventuale infezione urinaria. Se il Paziente è al primo episodio di calcolosi , è sufficiente invitarlo a seguire particolari norme igienico-dietetiche, abituandosi a mantenere sempre un importante apporto di liquidi, specie dopo attività fisiche o nella stagione calda.

Nei casi di calcolosi recidivante, sarà invece consigliato uno studio metabolico completo, allo scopo di individuare i fattori di rischio della calcolosi, consentire la correzione medica o chirurgica (come nei casi di iperparatiroidismo primitivo) indispensabile per ridurre il rischio di recidive.
A giudizio poi del Medico, in questi Pazienti si potranno praticare controlli periodici con indagini ecografiche o radiologiche ed esami ematochimici e urinari per seguire l’evoluzione della malattia.

Torna all'inizio...