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Oncologia Urologica
Premesse
Tumori del rene
Tumori delle vie escretrici
renali e della vescica
Carcinoma della prostata
Tumori del pene
Tumori del testicolo
Premesse
Il Reparto tratta con particolare cura e riguardo il problema
"Cancro" e propone interventi allavanguardia sia sotto il profilo dei
risultati, che della preservazione di una piena qualità di vita.
Sono stati pre-ordinati una quantità di programmi di diagnostica precoce dei tumori, con
la collaborazione dei Medici di Medicina Generale del territorio (tumore della prostata e
tumori delle vie urinarie), tramite la possibilità di visite Urologiche immediate,
ottenute sotto la dicitura "visita prioritaria" prescritta dal Medico di
Famiglia per linsorgere di sintomi o di segni sospetti, e tutto ciò, ha portato ad
un miglioramento della possibilità di detenzione di forme nei primi stadi di malattia. La
possibilità di studio in regime di "Day Hospital" permette poi di improntare
stadiazioni controllate con razionalizzazione degli esami effettuati e con rapidità
diagnostica decisionale.
Per ogni tumore che può interessare gli organi Uro-Genitali (Rene,
Uretere, Vescica, Uretra, Prostata, Testicolo, Pene) sono attivate tutte le possibilità
curative sia chirurgiche che mediche o radianti, e queste ultime, realizzate in
collaborazione con il Servizio di Oncologia Medica o di Radioterapia del nostro Ospedale.
E quindi previsto un piano di "follow-up" (controlli post-trattamento)
mediante visite ambulatoriali programmate con frequenze variabili a secondo della gravità
delle forme trattate, che permettono una tempestiva terapia di 2° linea allorquando il
primo trattamento non fosse stato completamente risolutivo.
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Tumori del rene

Si tratta del tumore del parenchima renale, che in circa il 90% dei
casi, è un adenocarcinoma, derivato dalla degenerazione neoplastica del tubulo renale e
cioè del tessuto che produce lurina vera e propria.
In Italia lincidenza è di circa 7 casi per 100.000 abitanti, con un rapporto
maschio femmine di 2:1. Leziologia è sconosciuta, anche se pare certa la
responsabilità del fumo di sigaretta (dimetilnitrosamina) e quella di composti chimici
contenenti cadmio e piombo.
Esiste una forma ereditaria familiare, ma è rara.

I sintomi classici sono lematuria evidente o microscopica
(presenza di sangue nelle urine), il dolore e la sensazione di massa al fianco, associata
a febbricola o a perdita di peso. Questo tumore può inoltre causare sindromi
paraneoplastiche quali ipercalcemia, eritrocitosi ed ipertensione arteriosa. Recentemente
hanno avuto una incidenza notevole le neoplasie renali scoperte incidentalmente ecografie
o TAC, del tutto asintomatiche, in Pazienti che eseguono indagini strumentali per
motivi clinici non urologici.
Nella maggior parte dei tumori del rene si rende necessaria la nefrectomia radicale
(asportazione del rene), anche se in casi selezionati si può eseguire con scarsi rischi
di recidiva locale, una terapia più conservativa portando via solo la parte del rene
"interessata dal tumore", tramite resezioni del parenchima renale
(enucleoresezione del tumore). La decisione è in rapporto alle dimensioni e alla sede
della neoplasia.
Se il tumore interessa altri organi oltre il rene, la terapia
necessaria è più complessa, e si basa sullintegrazione di chirurgia e di terapie
mediche con agenti modulanti la risposta immunitaria (interferoni e interleuchine). Anche
in questa forma tumorale è consigliabile un periodo di "follow-up"
ambulatoriale dopo la terapia.
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Tumori
delle vie escretrici renali e della vescica

Si tratta della trasformazione neoplastica dellepitelio che
riveste le cavità renali (pelvi e calici), luretere e la vescica, che è
lorgano più colpito. Lincidenza nella nostra Regione di questa malattia si
avvicina a 30 casi per 100.000 abitanti, con un rapporto maschio/femmina di 3/1.
Leziologia vede in primo piano il fumo di sigaretta (amine aromatiche, catrami) e
sono maggiormente a rischio i lavoratori esposti a vernici, solventi, prodotti da concia,
materiali plastici e carburanti.

I sintomi e i segni sono tipici: il principale è lematuria
(presenza o emissione di sangue con le urine) che può assumere caratteristiche
capricciose ed intermittenti. Inoltre sono spesso presenti sintomi irritativi come da
"cistite", e cioè minzione dolorosa e più frequente.
In questi casi saranno eseguiti esami clinici e strumentali quali lecografia
renale e vescicale, lurografia e.v. e le citologie urinarie.
Eseguite queste indagini, se saranno escluse altre cause (calcolosi urinaria, infezioni
ecc.), si procederà con le indagini endoscopiche. Queste comprendono luretrocistoscopia,
lureterorenoscopia e la nefroscopia percutanea che saranno scelte a
seconda della sede delle lesioni rilevate. Si procederà quindi allasportazione
endoscopica della/e neoformazione/i, e lesame istologico guiderà la decisione
terapeutica successiva. Nei casi di tumori superficiali della mucosa di rivestimento (non
infiltranti in profondità ma potenzialmente maligni), il Paziente potrà entrare in un
programma di controlli endoscopici periodici, oppure in caso di tendenza più aggressiva,
sarà necessario eseguire dei cicli di terapia topica con chemioterapici o agenti
immunomodulanti (come il BCG o bacillo di Calmette-Guerin). Anche questi Pazienti saranno
poi controllati endoscopicamente, non tralasciando la necessità di far eseguire
periodicamente esami clinico strumentali come citologie urinarie, ecografie addominali
ed urografie per rilevare tempestivamente cambiamenti dellandamento clinico.
Se invece lesame istologico del tumore mostrasse una infiltrazione della
parete (indice di tendenza maligna), dopo la completa stadiazione clinica (con TAC
e con scintigrafia ossea) si dovrà proporre una terapia chirurgica demolitiva,
almeno in parte. Se interessata lalta via escretrice, potrà essere indicata la
nefroureterectomia (rimozione completa dellasse urinario interessato) o in casi meno
gravi, delle resezioni chirurgiche mirate. Se è colpita la vescica, sarà indicata la
cistectomia totale (asportazione completa della vescica) con necessità di una derivazione
urinaria.

Attualmente è possibile in casi selezionati ed in ambedue i sessi, la
ricostruzione della vescica con un serbatoio ortotopico, sistemato nella stessa posizione
anatomica della vescica e abboccato agli ureteri e alluretra, così da consentire di
continuare ad urinare per via naturale. Come serbatoio si utilizza un segmento
dintestino di circa 40-45 cm separato dal tubo digerente e riconfezionato
opportunamente per fargli assumere una forma sferica. Nei casi in cui questo intervento è
sconsigliato (specie quando il tumore interessi il collo vescicale), si potrà
confezionare una derivazione esterna (stomia cutanea), con un serbatoio continente da
svuotare con lautocateterismo o mediante un condotto urinario (gli ureteri vengono
abboccati ad un breve segmento intestinale discontinuato e questo, alla cute, con una
uretero-ileo o colon cutaneo stomia). In questultimo caso (condotto ileale o
colico), le urine saranno poi raccolte in un contenitore collegato ad una placca adesiva
peri-stoma (per una trattazione più approfondita ricercare
la Sezione Urostomizzati).

Il Paziente verrà quindi seguito ambulatorialmente con visite ed esami
clinico strumentali, per escludere la ripresa di malattia o per eseguire altre terapie.
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Carcinoma della prostata

Il tumore della prostata rappresenta attualmente la forma tumorale più
comune nel maschio sopra i 60 anni. Lincidenza nella nostra Regione si avvicina ai
50 casi per 100.000 abitanti, come nella media dei Paesi europei occidentali e rappresenta
la 3° causa per tumore nei Pazienti sopra i 50 anni. Leziologia è ancora
sconosciuta e lunico elemento di rischio certo, è rappresentato nellavere tra
i familiari stretti, uno o più casi di carcinoma prostatico. Da un punto di vista anatomo
patologico, origina dalle ghiandole dei dotti prostatici ed è quindi un adenocarcinoma. I
sintomi sono aspecifici e si sovrappongono in parte a quelli dellipertrofia
prostatica (difficoltà a urinare, aumento della frequenza minzionale, dolore locale) e
sono tardivi. Attualmente è possibile una diagnostica precoce, consigliabile per tutti
gli uomini di età superiore ai 50 anni mediante il dosaggio del PSA (Antigene
Prostatico Specifico che è il marker sierico della prostata) ed una visita
urologica da effettuarsi annualmente. Per coloro che hanno avuto un parente affetto da
carcinoma prostatico, i controlli andranno iniziati verso i 40 anni di età.
Nel caso di noduli o di indurimenti palpabili sulla ghiandola prostatica o di innalzamento
stabile del PSA, il sospetto diagnostico andrà confermato con lesecuzione di una biopsia
prostatica che attualmente viene eseguita presso i nostri Ambulatori mediante guida
ecografica (per una trattazione più approfondita
ricercare la Sezione Ecografie urologiche).
Allorquando la biopsia confermi la diagnosi di adenocarcinoma prostatico, si procederà
alla stadiazione della malattia e quindi saranno discusse con il Paziente le varie
modalità terapeutiche.
Nelle forme localizzate intraprostatiche, è possibile una terapia
curativa, con guarigione della malattia in oltre l85% dei casi. La asportazione
chirurgica (Prostatectomia Radicale) viene preceduta dalla linfoadenectomia pelvica
(asportazione del linfonodi satelliti della prostata che potrebbero essere stati
interessati dalla neoplasia) e consiste nella asportazione completa della ghiandola
prostatica (con la sua capsula) e delle vescichette seminali. Le conseguenze
dellintervento sono la sterilità e nella maggior parte dei casi la perdita della
potenza sessuale (deficit erettile). In casi molto più rari, dopo lintervento può
residuare un certo grado di incontinenza urinaria, che se non recede spontaneamente, può
essere opportunamente trattata. Attualmente negli stadi intraprostatici, la percentuale di
guarigione a 15 anni si avvicina al 97%.
La potenza sessuale può essere comunque recuperata con presidi farmacologici o chirurgici
(per una trattazione più approfondita ricercare la Sezione
Andrologia).
Lalternativa terapeutica nella malattia intraprostatica consiste
nella radioterapia che offre buone possibilità di guarigione, ma anche questa metodica
non è esente da complicanze. Inoltre non permette una perfetta verifica dello stato della
malattia non essendo possibile lesame istologico come avviene con la chirurgia con
la puntuale caratterizzazione della gravità della malattia.
Nelle forme più avanzate (localmente estese oltre i confini della capsula prostatica o in
quelle difffuse a distanza) la terapia medica consiste nella somministrazione di farmaci
che bloccano la produzione o lazione dellormone maschile (testosterone),
ottenendo ottimi risultati con regressione o arresto della progressione della malattia
anche per molti anni.
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Tumori del pene
Si tratta di una forma molto rara (0,2 casi per 100.000 abitanti) di un
carcinoma o di un tumore della cute del pene, che se scoperto tardivamente, ha un
comportamento altamente maligno. Si manifesta come una ulcerazione o con una vegetazione
situata molto spesso sul solco balano prepuziale o sul glande, talvolta con concomitanti
manifestazioni infettive. Si riscontra solitamente, nelle nostre Regioni, in individui
anziani fimotici (con la pelle del prepuzio ristretta, che nasconde allispezione la
superficie del glande). Anche in questo caso è importante la sorveglianza clinica del
Medico di Famiglia che consigli la visita specialistica in tutti i casi di
ulcerazioni peniene o di fimosi sospette per indurimenti sottostanti. La terapia è
chirurgica, con resezioni gradualmente demolitive lasta del pene a seconda dello
stadio clinico della malattia. La chemioterapia può offrire un aumento della
sopravvivenza nelle forme metastatiche.
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Tumori del testicolo
Si tratta di neoplasie rare, la cui frequenza è di circa l1% di
tutte le neoplasie del sesso maschile, ed il 95% di tali tumori origina dal tessuto
germinale (che produce lo sperma). Il sintomo di esordio è, nella stragrande maggioranza
dei casi, una tumefazione testicolare dura, di solito non dolente, in un uomo giovane.
I più frequenti sono i seminomi, poi vengono le forme non seminomatose e
nellordine, carcinomi embrionali, teratomi e coriocarcinomi. Letà di
insorgenza è giovanile, post-pubere con un massimo dincidenza tra i 20 e i 30 anni,
spaziando comunque tra i 18 e i 40 anni. In queste neoplasie, la Medicina consente ottimi
risultati, e la maggior parte delle forme è completamente curabile fino alla guarigione,
con risultati che si avvicinato al 100% negli stadi precoci. Importantissima ovviamente,
è la diagnostica precoce, tramite la sensibilizzazione del Medico di Famiglia e della
popolazione (consigliata una auto palpazione periodica del contenuto scrotale e dei
testicoli) ed ogni nodulo testicolare sospetto merita una valutazione
specialistica non differibile. Dopo la visita, sarà eseguita una ecografia
scrotale e il dosaggio di alcune sostanze del sangue che alcune forme tumorali possono
produrre (alfa-feto proteina e betaHCG), utili, quando presenti, per
monitorare levoluzione della malattia. Dopo la conferma del sospetto clinico, sarà
necessario asportare il testicolo (orchifuniculectomia per via inguinale), per esaminare
istologicamente il tumore nella sua estensione locale. Al Paziente viene offerta, se
richiesta, la possibilità della riposizione durante lintervento, di una protesi
testicolare di silicone così da occupare lemiscroto disabitato, a scopo estetico e
psicologico. Successivamente si effettuerà la stadiazione completa della malattia e
dallinsieme dei dati emersi dalla stadiazione e dalla caratterizzazione istologica
del tumore, sarà impostata la terapia definitiva. Questa sarà costituita principalmente
dalla solo radioterapia nelle forme seminomatose radiosensibili o dallintegrazione
di chemioterapia e chirurgia (linfoadenectomia retroperitoneale) nelle forme germinali. La
sorveglianza clinica successiva dovrà essere continuata per parecchi anni.
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